In che modo il non profit è presente nelle nostre vite?

Save The Children, Unicef o Medici Senza Frontiere. Quando pensiamo alle organizzazioni non profit, molto spesso, ci vengono in mente le grandi associazioni che operano su larga scala e in contesti internazionali. Ma se vi dicessimo che queste sono solo la punta dell’iceberg dell’intero universo del Terzo settore?

La nostra società, infatti, è costellata da una moltitudine di enti, associazioni, fondazioni e cooperative che operano in maniera trasversale all’interno delle nostre vite.

Provate a fare mente locale. Pensate all’associazione sportiva dilettantistica alla quale vi rivolgete per il vostro abbonamento in piscina. Oppure agli enti del vostro comune che organizzano corsi di alfabetizzazione informatica. O, anche, i sindacati che offrono lo sportello CAF per la vostra dichiarazione dei redditi.

La capillarità del terzo settore, in questo senso, è stata riassunta qualche anno fa in questo illuminante intervento di Valerio Melandri, fondatore e direttore del Master in Fundraising dell’Università di Bologna.

Alcuni dati

In Italia ci sono oltre 300 mila istituzioni non profit, tra cooperative, associazioni, onlus e fondazioni: oltre il 6% delle imprese pubbliche e private nel nostro Paese.

Dati ancora più significativi quando si riferiscono alle risorse umane: quasi un milione di lavoratori impiegati (il 4% del totale della forza lavoro in Italia). A questi vanno aggiunti gli oltre 4 milioni di volontari che ogni anno prestano servizio all’interno di enti e organizzazioni non profit.

In termini di produzione di ricchezza, inoltre, è stimato che tali enti generino circa 70 miliardi di euro l’anno. In che modo? Solo il 9% di loro si avvale esclusivamente di donazioni e attività di fundraising. La fetta restante, invece, adotta formule miste, affiancando la raccolta fondi a sovvenzioni pubbliche e private e con la partecipazione a bandi e progetti. Senza contare, invece, le imprese sociali che operano all’interno di un contesto di mercato.

Sempre di più, inoltre, il terzo settore ricerca personale altamente specializzato e multidisciplinare. Negli ultimi 15 anni sono nati e si sono sviluppati master e scuole di specializzazione in tutta Italia, dal fundraising, alla cooperazione internazionale, che, ogni anno, formano centinaia di giovani professionisti.

Abbandoniamo il senso comune: non si tratta di semplici enti assistenziali, ma di veri e propri attori che contribuiscono allo sviluppo economico e sociale del nostro Paese.

Di cosa si occupano?

Possiamo riassumere le principali attività:

  • socio assistenziale;
  • promozione culturale, sportiva e artistica;
  • cooperative sociali e promozione del lavoro;
  • cooperazione internazionale.

Nel senso comune, il non profit, è spesso associato esclusivamente al settore socio assistenziale o alla cooperazione internazionale. Tuttavia, anche senza accorgercene, la nostra quotidianità è pervasa da molti altri enti che operano in settori diversi.

Senza le organizzazioni, i servizi alle persone sarebbero impossibili da soddisfare. La pubblica amministrazione, da sola, non è in grado di far fronte alle esigenze della cittadinanza. E questo vale non solamente per il disagio sociale, ma anche per altre sfere della nostra vita, come il lavoro e il tempo libero. In altri termini, il terzo settore è presente nelle nostre vite, dall’asilo nido, alla casa di riposo. Insomma, sì: il non profit è in tutta la nostra vita.

 

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