Le agevolazioni per le Associazioni che operano in manifestazioni di interesse storico, artistico e culturale legato a tradizioni locali

Quali sono le agevolazioni per le Associazioni che operano in manifestazioni di interesse storico, artistico e culturale legato a tradizioni locali?


Foto di Artie_Navarre da Pixabay

L’art. 1 comma 185 della Legge 296 del 2006 (Finanziaria 2007) ha introdotto una serie di agevolazioni per un determinato tipo di associazioni.

Facendo un’analisi della norma ci si scontra con qualche difficoltà interpretativa e sinceramente a diversi anni dalla sua entrata in vigore non si sono avute le giuste informazioni per capirne l’intera portata.

Cerchiamo, comunque, di analizzare gli appena 9 righi di questo comma per capirne il suo valore dal punto di vista fiscale.

Le associazioni oggetto dell’intervento normativo vengono riportate in modo generico, senza distinzione di tipologia, quindi si presuppone che qualsiasi tipo di associazione sia titolata all’agevolazione; sia riconosciuta che non riconosciuta; sia iscritta in registri regionali o nazionali; sia associazione non iscritta in alcun registro.

Inoltre da come è stata scritta la norma le associazioni possono avere come oggetto sociale qualsiasi attività poiché viene riportato “ le associazioni che operano per la realizzazione o che partecipano a manifestazioni…” quindi le associazioni possono essere sia il soggetto che organizza la manifestazione sia semplicemente un partecipante ad una manifestazione organizzata da terzi. Ciò significa che non necessariamente l’oggetto sociale deve essere collegato a quello della manifestazione.

Si riporta l’esempio di un’associazione sportiva dilettantistica che come oggetto sociale ha l’organizzazione di corsi di danza e la messa in scena di spettacoli la quale decide di partecipare ad una manifestazione di rievocazione storica dove eseguirà uno spettacolo di danze tradizionali, l’attività statutaria quindi non coincide con l’oggetto della manifestazione ma comunque in virtù di quanto riportato nella norma l’associazione diviene titolata al beneficio in quanto partecipante alla stessa.

La manifestazione dovrà avere un particolare interesse storico, artistico e culturale e tale manifestazione dovrà essere legata agli usi ed alle tradizioni delle comunità locali.

Su questo punto che poi è il fulcro su cui si regge tutta la norma si entra nel campo dell’aleatorietà e sull’interpretazione soggettiva. Chi decide su questo “particolare interesse”? Come deve essere valutato questo interesse? E come valutare se una manifestazione è più o meno legata agli usi e alle tradizioni delle comunità locali? Francamente quasi tutte le manifestazioni che si tengono nelle nostre città e nei nostri paesi potrebbero candidarsi a rientrare nel novero di questa tipologia.

 

Addentrandoci poi nelle agevolazioni fiscali le cose si complicano…

Le associazioni di cui sopra sono equiparate ai soggetti esenti dall’imposta sul reddito delle società. Anche su questo punto i dubbi non mancano, poiché dal tenore della norma pare che per queste associazioni ci sia una totale esenzione dall’IRES cioè che l’esenzione sia estesa a tutte le attività svolte da questa associazione sia collegate che non collegate alla manifestazione.

Ritornando al nostro esempio precedente quindi l’associazione sportiva dilettantistica che partecipa alla rievocazione storica si vedrà riconosciuta una totale esenzione dall’ires anche per tutte le altre attività che nulla hanno a che vedere con la partecipazione alla manifestazione e quindi esenti saranno anche i redditi derivanti da spettacoli ed altre attività commerciali che l’associazione pone in essere nel campo della propria attività.

Inoltre si riporta che tali associazioni abbiano un reddito esente anche se poi si equiparano allo Stato e agli altri enti pubblici (art. 74 DPR 917/86) che non sono esenti ma non soggetti all’imposta che nel gergo tributario hanno due accezioni ben diverse.

La norma poi va avanti riportando che “i soggetti, persone fisiche, incaricati di gestire le attività’ connesse alle finalità’ istituzionali delle predette associazioni, non assumono la qualifica di sostituti d’imposta e sono esenti dagli obblighi stabiliti dal decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni”.

Su questo passaggio sfido chiunque a non impallidire…letto e riletto più volte abbiamo cercato lumi nella relazione illustrativa della norma che però non affronta il comma specifico, abbiamo quindi letto il dossier di documentazione alla norma che né più né meno riporta: “Si stabilisce che le persone fisiche incaricate di gestire le attività connesse alle finalità istituzionali delle suddette associazioni non rivestono la qualifica di sostituti d’imposta e sono esenti dagli obblighi connessi a tale qualifica, di cui al D.P.R. n. 600 del 1973 ”.

Quindi si sta dicendo che laddove un’associazione affidi a persone fisiche la gestione delle attività connesse alle finalità istituzionali delle predette associazioni queste persone fisiche non assumono la qualifica di sostituti di imposta laddove tali persone fisiche rientrino già nella casistica di essere sostituti di imposta e cioè essere datori di lavoro o committenti per lavoratori autonomi.

Inoltre queste persone fisiche vengono esentate da tutti gli obblighi connessi; questi soggetti e non le associazioni!

 

La questione è complessa e dobbiamo cercare di spiegarla portando avanti il nostro esempio.

La nostra associazione sportiva dilettantistica assegna al professionista Mario Rossi l’organizzazione di uno spettacolo, il professionista Mario Rossi per organizzare lo spettacolo si avvale della prestazione di un altro professionista Carlo Verdi, in questo caso quindi il professionista Mario Rossi non sarà sostituto di imposta di Carlo Verdi e quindi non dovrà né trattenere né di conseguenza riversare la ritenuta di acconto relativa alla prestazione di quest’ultimo.

Il rapporto instaurato, invece, fra l’associazione e il professionista Mario Rossi non è toccata dalla disposizione e quindi l’associazione sarà sostituto di imposta e dovrà rilevare e versare la ritenuta di acconto del Sig. Mario Rossi.

Sinceramente non ne capiamo il motivo se non il fatto che la norma è stata scritta male e che i soggetti che non avrebbero dovuto rivestire la qualifica di sostituti di imposta sarebbero dovute essere le associazioni stesse oggetto dell’intervento.

Questo infelice comma si conclude riportando che “le prestazioni e le dazioni offerte da persone fisiche in favore dei soggetti di cui al primo periodo del presente comma hanno, ai fini delle imposte sui redditi, carattere di liberalità”.

 

Anche su questo ultimo punto i dubbi non mancano.

Quando si parla di prestazioni si intende prestazioni di lavoro e quindi si dovrebbe leggere che le prestazioni offerte dalle persone fisiche (quindi prestazioni gratuite) nei confronti di queste associazioni hanno carattere di liberalità però non si capisce cosa c’entri ai fini delle imposte sui redditi, le prestazioni di terzi se sono gratuite e non ricevono compenso come possono creare un imponibile impositivo?

Per quanto riguarda invece il termine “dazione” dal vocabolario risulta che il suo significato sia “atto di dare, consegna, solitamente di una somma di denaro” ; ora l’agenzia delle entrate ha traslato la parola da “dazione” in “donazione” ma se così fosse la frase non avrebbe senso poiché ci verrebbe detto che una donazione ha carattere di liberalità cioè cosa assodata e scontata. La norma, invece, parla di dazione perché si vuole intendere che tutte quelle somme che vengono date dalle persone fisiche all’associazione anche con carattere di corrispettivo in questo specifico caso sono equiparate alle erogazioni liberali ai fini dell’imposte sui redditi.

 

Terminata la nostra analisi vogliamo segnalare che per accedere all’agevolazione le associazioni interessate dovranno compilare ed inviare in modalità telematica un apposito modello, in un periodo che va dal 20 luglio al 20 settembre di ogni anno, che può essere trovato sul sito dell’agenzia delle entrate a questo link: https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/web/guest/schede/agevolazioni/agevassnofinilucro/modello-agevassnofinelucro

 

L’associazione deve dichiarare:

  1. che non persegue il fine di lucro;
  2. l’ammontare del reddito complessivo relativo all’anno precedente la presentazione della domanda;
  3. che svolge continuativamente le attività relative alla realizzazione e/o alla partecipazione a manifestazioni di particolare interesse storico, artistico e culturale, legate agli usi e alle tradizioni delle comunità locali e l’anno da cui le svolge;
  4. l’anno da cui si svolgono le manifestazioni;

 

Inoltre si richiede di dichiarare che da apposita documentazione in possesso del sottoscritto e da relativa relazione redatta anteriormente alla trasmissione della presente istanza risultano in modo espresso:

  1. gli apporti specifici, destinati alla realizzazione e/o alla partecipazione a manifestazioni di particolare interesse storico, artistico e culturale, legate agli usi e alle tradizioni delle comunità locali, espressamente previste tra le finalità istituzionali dell’associazione;
  2. le attività effettivamente svolte, indirizzate alla realizzazione o partecipazione alle manifestazioni descritte al precedente punto, svolte nell’ambito territoriale di appartenenza dell’associazione, ovvero in ambiti territoriali diversi, esclusivamente nel caso in cui le manifestazioni per ragioni storiche si svolgano anche in altri luoghi.

 

L’elenco delle associazioni ammesse al beneficio è pubblicato per decreto ministeriale nel primo trimestre dell’anno successivo a quello in cui è stata fatta la domanda.

Riportiamo inoltre che il Codice del Terzo Settore (D.lgs 117/2017) all’art. 89 punto 16 prevede che:

Alle associazioni che operano o che partecipano a manifestazioni di particolare interesse storico, artistico e culturale, legate agli usi ed alle tradizioni delle comunità locali, iscritte nel Registro unico nazionale del Ter – zo settore, non si applica l’articolo 1, commi 185, 186 e 187 della legge 27 dicembre 2006, n. 296”.

Quindi le associazioni in questione dovranno decidere se iscriversi o meno al Registro in quanto se non si iscriveranno potranno continuare a godere delle agevolazioni sopra descritte ma non potranno godere di quelle previste dal Codice del Terzo Settore.

 

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