Dal 2026 il volontariato conta davvero. cosa cambia con il decreto sul riconoscimento delle competenze

Il volontariato non è più solo “tempo donato”. Con il decreto approvato a dicembre 2025, che entrerà progressivamente in attuazione dal 2026, il lavoro svolto come volontario viene finalmente riconosciuto anche come esperienza che genera competenze certificate, spendibili nel proprio percorso formativo e professionale.

Una notizia che introduce un cambio di passo concreto e che riguarda da vicino milioni di persone e migliaia di enti del Terzo settore.

cosa prevede il decreto sul riconoscimento delle competenze

Il decreto chiarisce e rende operative le modalità con cui le competenze acquisite attraverso attività di volontariato possono essere individuate, validate e certificate, in coerenza con il sistema nazionale delle competenze.

In concreto significa che
– le esperienze di volontariato non restano più informali
– le competenze sviluppate possono essere descritte, valutate e riconosciute
– il volontariato entra a pieno titolo nei percorsi di apprendimento permanente

Un passaggio particolarmente rilevante per giovani, studenti, persone in transizione lavorativa e per chi opera da anni nel non profit senza aver mai visto riconosciuto il proprio bagaglio professionale.

perché è una buona notizia per il Terzo settore

Per gli enti del Terzo settore questo decreto è una grande occasione, ma anche una responsabilità.

Da un lato valorizza il ruolo educativo e formativo del volontariato. Dall’altro chiede alle organizzazioni di fare un salto di qualità, imparando a leggere le attività di volontariato non solo in termini di aiuto, ma anche di competenze sviluppate.

Parliamo di capacità organizzative, lavoro di squadra, gestione di progetti, relazione con le persone, problem solving, comunicazione. Competenze reali, spesso molto più solide di quelle acquisite in contesti formali.

un tema che seguiamo da tempo

Su Passione Non Profit avevamo già affrontato questo tema nei mesi scorsi, spiegando perché la certificazione delle competenze nel volontariato non è una moda, ma una necessità. Puoi rileggere l’approfondimento qui
https://www.passionenonprofit.it/certificazione-competenze-volontariato-decreto-2025/

Il decreto di dicembre dà finalmente gambe a quel ragionamento, rendendo più chiaro il quadro e aprendo la strada a un’applicazione concreta.

uno sguardo al futuro

Il punto ora non è solo avere una norma, ma farla vivere. Serviranno strumenti semplici, enti accompagnati, volontari informati. Servirà soprattutto un cambio di mentalità.

Dal 2026 il volontariato non potrà più essere trattato come un’esperienza accessoria. È un passaggio che richiede attenzione immediata, perché riguarda il riconoscimento del valore umano e professionale di milioni di persone.

È un passo avanti importante. Ora tocca a tutto il Terzo settore trasformarlo in pratica quotidiana.

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