Come usare Instagram per il non profit

Perché usare Instagram per il non profit?

Perché raccontare l’attività della vostra associazione con Instagram? La risposta è semplice: le immagini sono efficaci e hanno un livello di engagement elevatissimo.

Ma lavorare con le immagini non è un impegno da poco. Se avete deciso di lanciarvi nel mondo di Instagram, con i suoi filtri e i suoi brevi video, dovete sapere che dovrete impegnarvi molto nella creazione dei contenuti. State per utilizzare uno strumento che è a metà strada tra comunicazione social e reportage fotografico.

Proviamo a darvi qualche dritta:

Equilibrio e qualità

Nei consigli che vi abbiamo fornito per l’utilizzo di Facebook e di Twitter, abbiamo raccontato come i contenuti visivi, foto e video, siano fondamentali per il coinvolgimento dei follower. E lo è ancora di più per un social network che fa di questi contenuti la sua ragion d’essere.

Le immagini che decidete di pubblicare sono il primo vero valore che condividete con chi vi segue. Ecco perché la qualità è decisamente più importante della quantità. Scattare una fotografia, scegliere il filtro giusto o elaborare una grafica, richiede più tempo che scrivere un breve testo o linkare una news.

Non fatevi assalire dall’ansia di condividere un contenuto ogni giorno, se non siete in grado di fornire una qualità eccellente.

Insomma, meglio scattare qualche foto in meno, che pubblicare molte immagini brutte!

Raccontate una storia

Non ci stancheremo mai di ripeterlo: il pubblico vuole delle storie. Scegliete delle foto (o dei video) che raccontino la vostra attività, attraverso le persone che fanno parte della vostra associazione o quelle che ne beneficiano.

Potete raccontare le esperienze dei vostri cooperanti o dei volontari. Ma anche mostrare persone che l’organizzazione ha aiutato con determinate campagne.

Se volete, invece, spiegare i risultati di una specifica campagna o le motivazioni che vi hanno spinto a intraprendere un determinato percorso, concentratevi su grafiche sintetiche. Non è necessario essere dei grafici professionisti: potete utilizzare applicativi online gratuiti e intuitivi come Canva.

L’importante è variare. Alternate le vostre storie, in modo da dare dinamicità ai vostri contenuti.

Non solo foto

Ma se la fotografia è importante, non sottovalutate la didascalia: arricchisce e aggiunge informazioni alla foto. Potete raccontare il contesto in cui è stata scattata, chi sono le persone ritratte o quello che è successo subito dopo.

Arricchite tutto con qualche hashtag, ma senza esagerare, e assicuratevi che siano coerenti con il contesto. Non affidatevi a quelli più popolari, se non c’entrano nulla con ciò che state raccontando. La prima regola, infatti, è colpire un pubblico potenzialmente interessato alla vostra attività e non il più ampio numero di persone possibili.

Geolocalizzate il contenuto, se questo può essere funzionale al vostro scopo, come, ad esempio, per una foto scattata in una missione all’estero.

Infine, non trascurate i vostri follower: interagite con loro. Perché anche se Instagram è un social che vive di fotografie, non è solo un social di fotografie: le interazioni sono sempre importanti.

Call to action

Come detto, meglio pubblicare pochi contenuti, ma di qualità, che un flusso di foto scarse. Per questo motivo la chiamata all’azione deve essere il vostro vero obiettivo. Può essere una campagna per le donazioni, l’invito ad aderire come volontario, la partecipazione a un evento o anche solo la visita del vostro sito.

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