Terraperta: sei ONG italiane si uniscono in una fondazione

Sei organizzazioni storiche della cooperazione internazionale italiana hanno unito le forze sotto un unico nome. L’8 settembre 2026, in due presentazioni contemporanee a Bologna e a Brescia, è stata presentata Terraperta ETS, fondazione di partecipazione nata dall’unione di CEFA, Amici dei Popoli, No One Out, Centro Mondialità Sviluppo Reciproco, Missione Calcutta e Apurimac. Il nuovo soggetto opera in 22 Paesi con 80 progetti attivi, che hanno raggiunto direttamente 235.187 persone.

Non è una rete, non è un consorzio, non è un accordo di programma. È un’aggregazione vera, con un unico nome, una sola governance e patrimoni messi in comune. Il presidente Francesco Tosi la definisce un fatto senza precedenti tra le 268 ONG italiane riconosciute a livello ministeriale.

Le sei sigle restano visibili come enti fondatori, ciascuna con la propria storia e il proprio nome. Quello che cambia è che da oggi camminano dentro un solo soggetto.

Chi sono le sei organizzazioni

Le sigle che confluiscono in Terraperta hanno tutte più di cinquant’anni di storia e radici territoriali diverse.

  1. CEFA ETS, Bologna, attiva dal 1972
  2. Amici dei Popoli ETS, Bologna
  3. No One Out ETS, Brescia
  4. Centro Mondialità Sviluppo Reciproco ODV, Livorno
  5. Missione Calcutta APS ETS, Bergamo
  6. Apurimac ETS, Roma

Il percorso non è nato in estate. Le assemblee delle sei organizzazioni hanno votato formalmente la nascita del soggetto unitario il 24 aprile 2026, dopo due anni di lavoro su valori condivisi, visione comune, nome e identità. Il sito terraperta.org è online da metà giugno. La presentazione pubblica di settembre è l’ultimo passaggio, non il primo.

La struttura riflette la logica dell’operazione: Tosi, che presiede anche CEFA, guida la fondazione; Federica Nassini ne è la direttrice; Marialuisa Casella segue le Risorse umane. Il fatto che una funzione HR compaia nell’organigramma di lancio dice qualcosa su cosa consideri prioritario chi ha costruito l’operazione.

Perché sei ONG hanno scelto di unirsi

Le ragioni sono state messe per iscritto da Tosi già a maggio, in una lettera ai sostenitori di CEFA, e sono quattro, tutte verificabili da chiunque lavori nella cooperazione.

I conflitti aumentano. L’instabilità globale e il cambiamento climatico moltiplicano le emergenze nei contesti già fragili. I finanziamenti internazionali si riducono. Le normative del Terzo Settore diventano più complesse da gestire.

Tradotto in termini organizzativi: i bisogni crescono, le risorse calano e i costi di compliance salgono. È la forbice dentro cui vivono da anni le organizzazioni di media dimensione, quelle troppo grandi per lavorare con un ufficio di quattro persone e troppo piccole per reggere la struttura amministrativa che i bandi internazionali richiedono.

Davanti a un mondo che si divide noi abbiamo scelto di unirci

Francesco Tosi, presidente di Terraperta ETS

L’obiettivo dichiarato dalla nuova realtà è messo in termini più asciutti: più risorse, meno duplicazioni, un impatto maggiore.

Cosa cambia per chi ci lavora

Qui sta la parte che interessa più da vicino chi si occupa di persone dentro gli enti del Terzo Settore.

Sei organizzazioni separate significano sei amministrazioni, sei sistemi di rendicontazione, sei uffici che scrivono progetti sugli stessi bandi, spesso sugli stessi Paesi. Significa anche sei carriere separate, con soffitti bassi: in una ONG da venti persone il percorso di crescita di un project manager si esaurisce in fretta.

L’aggregazione cambia entrambe le cose. Da un lato riduce le duplicazioni sulle funzioni di supporto, che è il modo elegante per dire che alcune posizioni si sovrappongono. Dall’altro apre percorsi che prima non esistevano: sette aree tematiche di intervento, dall’educazione alla giustizia climatica, dall’agricoltura sostenibile ai diritti umani fino al lavoro dignitoso, dentro un unico datore di lavoro.

Anna Dedola, che coordina i progetti in Tanzania, ha spiegato la logica dal campo: in un contesto fragile i problemi non arrivano uno alla volta, e chi risponde deve avere accanto competenze diverse che si parlano. È un argomento di qualità del servizio, ma è anche un argomento di organizzazione del lavoro.

Terraperta ha inoltre dichiarato l’intenzione di aumentare le attività in Italia, in particolare progetti nelle periferie e nelle scuole. Per chi cerca lavoro nella cooperazione internazionale, storicamente vincolato all’espatrio, è un dato da tenere d’occhio.

Un precedente che il settore osserverà

Nel Terzo Settore italiano le aggregazioni si annunciano spesso e si concludono di rado. Il motivo quasi mai è economico: è di governance. Chi cede il nome, chi entra nel consiglio, cosa succede ai soci storici, che fine fa il patrimonio vincolato.

Lo strumento scelto da Terraperta, la fondazione di partecipazione, è la risposta tecnica a questi nodi. Permette di far confluire enti diversi mantenendo una rappresentanza dei fondatori negli organi, senza che nessuno debba essere incorporato da un altro. Come dice Alice Fanti, che segue le relazioni istituzionali, non è una grande associazione che ingloba le altre.

Se l’operazione regge nei prossimi due o tre anni, diventa un modello replicabile per centinaia di enti che oggi si trovano nella stessa forbice: troppa struttura per il volume di attività, troppo poco volume per sostenere la struttura. Se non regge, sarà comunque il caso di studio più istruttivo che il settore abbia prodotto da tempo.

Per ora ci sono sei storie che continuano dentro un nome solo, e un numero che vale la pena ripetere: prima di Terraperta, tra 268 ONG riconosciute, di fusioni non ce n’era mai stata una.

Domande frequenti

Che cos’è Terraperta ETS?

È una fondazione di partecipazione nata dall’unione di sei organizzazioni non governative italiane. È stata presentata l’8 settembre 2026 a Bologna e a Brescia e opera in 22 Paesi con 80 progetti attivi.

Quali organizzazioni hanno dato vita a Terraperta?

CEFA ETS e Amici dei Popoli ETS di Bologna, No One Out ETS di Brescia, Centro Mondialità Sviluppo Reciproco ODV di Livorno, Missione Calcutta APS ETS di Bergamo e Apurimac ETS di Roma.

Quando è nata ufficialmente?

Le assemblee delle sei organizzazioni hanno votato la nascita del soggetto unitario il 24 aprile 2026. La presentazione pubblica è avvenuta l’8 settembre 2026.

Perché si parla di operazione senza precedenti?

Perché, secondo quanto dichiarato dal presidente Francesco Tosi, è la prima aggregazione di questo tipo tra le 268 ONG italiane riconosciute a livello ministeriale.

Che cos’è una fondazione di partecipazione?

È una forma giuridica che unisce elementi della fondazione e dell’associazione: ha un patrimonio vincolato allo scopo, come una fondazione, ma prevede la partecipazione di più soggetti negli organi di governo, come un’associazione. È lo strumento che ha permesso a sei enti di unirsi senza che nessuno venisse incorporato.

Quali sono le aree di intervento di Terraperta?

Sette: educazione e formazione; sostenibilità ambientale, acqua e giustizia climatica; agricoltura sostenibile e sicurezza alimentare; giustizia e diritti umani; lavoro e autonomia economica; cittadinanza globale e partecipazione; risposta alle emergenze.


Fonti

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