I bambini del Sud del Mondo: il diritto negato all’infanzia

dossier sud del mondo

Cibo, salute e istruzione. Sono capisaldi del diritto all’infanzia, eppure, in vaste aree del pianeta, tali diritti vengono meno. È quanto emerge dal dossier I bambini del Sud del Mondo.

ActionAid racconta nel dossier sui Bambini nel sud del Mondo, attraverso dati e immagini, di quei diritti negati ai bambini da una situazione di sottosviluppo e di come, nonostante le condizioni attuali, sia possibile nel proprio piccolo aiutarli attraverso l’adozione a distanza.

Povertà e fame

6 milioni di bambini, tra gli 0 e i 5 anni, muoiono di fame, ogni anno. Nella maggior parte dei casi, la malnutrizione infantile, colpisce i bambini del Sud del Mondo. Mentre, allo stesso tempo, aumenta l’obesità in occidente.

La malnutrizione, rileva ActionAid, è anche una delle cause di possibili ritardi nello sviluppo cerebrale e delle carenze del sistema immunitario. Oltre alle morti per malnutrizione, quindi, le conseguenze sulla salute possono essere devastanti: “anche un semplice raffreddore può portare alla morte”. La malnutrizione, infatti, espone i bambini al contatto con tutti i virus e con malattie letali.

La mancanza di cibo, inoltre, non è l’unica conseguenza della povertà. Milioni di bambini sono alle prese con diverse problematiche: analfabetizzazione, violenza domestica ed emarginazione. In altri termini: mancanza di futuro.

Salute

Infezioni, complicazioni alla nascita, polmonite, parti prematuri, diarrea e malaria. Sono le principali cause di mortalità legate a problemi di salute nel Sud del Mondo. ActionAid, in questo senso, parla di 1.500 decessi infantili al giorno.

Nel 2016 ci sono stati 2,6 milioni di bambini morti nel primo mese di vita. La maggior parte della mortalità infantile è avvenuta entro le prime 48 ore di vita. Si tratta del periodo più delicato: madre e bambino devono ricevere assistenza e cure neonatali.

Eppure, la maggior parte di questi decessi si potrebbero evitare, se fossero operative adeguate strutture sanitarie o un programma strutturato di vaccinazioni. Sarebbero sufficienti, infatti, dei piccoli interventi o una funzionale distribuzione di farmaci. “Ma – si legge nel dossier – in diversi Paesi del mondo tali prestazioni mediche sono assenti o di scarsa entità”.

Il diritto all’istruzione e al gioco

Anche se il diritto all’istruzione è garantito dalla Convenzione Internazionale dei diritti dell’infanzia, 120 milioni di ragazzi tra i 5 e i 15 anni sono analfabeti. A 60 milioni, invece, questo diritto viene negato. La maggior parte di loro, inoltre, sono bambine. La conseguenza è una maggiore esposizione delle giovani donne a discriminazione, violenza ed emarginazione sociale.

Le cause sono molteplici: mancanza di scuole, costi elevati, lavoro minorile. Ma una cosa è certa: la mancanza di istruzione allontana bambini e ragazzi dalla consapevolezza – e dalla rivendicazione – dei propri diritti. Inoltre “bisogna guardare al futuro per poter capire che i bambini analfabeti di oggi, saranno gli adulti di domani che non riusciranno a trovare un lavoro dignitoso“.

Ma c’è un altro diritto negato a molti bambini, quello al gioco. Attraverso il gioco, i bambini costruiscono la loro socializzazione. Esso, infatti, non è solamente un momento ludico, ma favorisce la condivisione, l’ingegno e la coordinazione. Si tratta di un passaggio sociale molto importante nella costruzione del sé e nella costruzione di un’identità culturale.

Lavoro minorile

Sono 170 milioni i minorenni che lavorano in tutto il Mondo, Il 50% è impiegato in lavori pericolosi, come la miniera. La loro bassa statura li rende appetibili per questo genere di mestieri. Non solo: ciò li rende risorse molto preziose per speculatori e trafficanti, adatti a lavorare in situazioni di degrado, mancanza di igiene e totale assenza di sicurezza.

Ma il lavoro nelle miniere non è l’unico. Circa 98 milioni di bambini, lavora nei campi, per aiutare la famiglia a lottare contro la povertà.

In particolare, le principali aree in cui è particolarmente diffuso il lavoro minorile, sono:

  • Africa (72 milioni)
  • Asia e i Paesi del Pacifico (62 milioni)
  • America Latina e i Caraibi (11 milioni)
  • Arabia Saudita (1,2 milioni)
  • Asia Centrale (5,5 milioni)

Che fare?

I ragazzi hanno diritto a vivere la propria infanzia. Eppure, risulta chiaro, che spesso ai bambini viene negato di essere tali.

Ci sono i diritti, sanciti dalle carte, e la realtà fatta di povertà, malnutrizione e sfruttamento. Ma, anche nel piccolo del nostro quotidiano, possiamo fare qualcosa.

L’adozione a distanza è una di queste attività. Grazie alle donazioni, infatti, si possono portare avanti progetti di riqualifica di numerosi villaggi, migliorando le condizioni di vita dei giovanissimi e garantendo loro un futuro più dignitoso.

In altre parole, si tratta di tradurre in realtà, ciò che è sancito dalla carta.

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