
«A porte aperte» è la rete promossa dal FAI insieme a Dynamo Camp, Fondazione Mus-e Italia, Fondazione Ibva e Associazione Amici del FAI per rendere il patrimonio storico e artistico italiano accessibile a chi oggi ne resta fuori. È finanziata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, è partita ad aprile 2026 e ha attività in calendario fino a ottobre 2027. I destinatari dichiarati sono studenti, famiglie, volontari e professionisti, con attenzione specifica a persone con disabilità, con background migratorio e in condizione di fragilità socioeconomica.
Fin qui il comunicato. La parte che vale la pena guardare da vicino è un’altra: come è costruita questa rete, e che cosa dice a chi lavora nel Terzo Settore anche fuori dal mondo della cultura.
Il problema non è la rampa. È quello che succede dopo
I numeri aiutano a inquadrare la distanza tra “accessibile” e “visitabile”. Secondo i dati Istat riferiti al 2022 sull’accessibilità dei luoghi della cultura, quasi due musei italiani su tre dispongono di rampe, scivoli, piattaforme o ascensori, e il 68,2% ha servizi igienici a norma. Sull’accesso fisico, insomma, un pezzo di strada è stato fatto.
Poi la curva si appiattisce. Solo il 10,6% delle strutture offre percorsi e programmi dedicati alle persone con disabilità cognitive. Il 10,7% ha percorsi tattili o materiali in braille, l’8,5% mappe tattili, il 5,9% video in lingua dei segni italiana, il 2,4% mappe e percorsi basati sulla comunicazione aumentativa alternativa. Meno della metà dei musei censiti, il 45,6%, ha una segnaletica leggibile per chi ha difficoltà di lettura.
Tradotto: si entra, ma spesso non si capisce. Il ritardo non riguarda le porte, riguarda l’orientamento, l’informazione e la comprensione. E tocca una platea molto più larga delle persone con disabilità certificata: bambini, anziani, persone con disturbi specifici dell’apprendimento, visitatori stranieri.
Il PNRR ha destinato 300 milioni di euro alla rimozione delle barriere fisiche e cognitive in musei, biblioteche e archivi. È una cifra rilevante, ed è esattamente il contesto in cui una rete come questa si posiziona.
Chi fa cosa dentro la rete
La composizione di «A porte aperte» è la cosa più interessante del progetto, perché nessuno dei cinque soggetti avrebbe potuto farlo da solo.
Il FAI porta i beni, i volontari e trent’anni di didattica sul patrimonio. Fondazione Mus-e Italia porta i linguaggi artistici applicati alla scuola. Dynamo Camp porta la competenza sulla terapia ricreativa con bambini e ragazzi con patologie gravi, croniche o disturbi del neurosviluppo. Fondazione Ibva porta il lavoro con cittadini stranieri e l’insegnamento dell’italiano. Amici del FAI porta la leva del sostegno economico agli studenti.
Cinque competenze distinte, un solo perimetro di intervento. È un modello di co-progettazione tra enti che si somigliano poco, ed è probabilmente il motivo per cui il Ministero lo ha finanziato.
Cosa parte adesso, e cosa si può ancora prendere al volo
Il calendario è già in movimento, e alcune finestre si chiudono presto.
Da settembre partono i percorsi artistici e laboratoriali condotti da circa venti artisti professionisti, realizzati da Mus-e Italia con il FAI e Amici del FAI. Coinvolgono 25 classi di scuole primarie a Milano, Brescia, Firenze, Sant’Elpidio a Mare, Fermo e Ceriale, con danza, musica, teatro e arti visive usati come strumenti educativi, e momenti di restituzione aperti alle famiglie.
A ottobre parte il corso culturale di italiano per stranieri di livello B2 e C1, offerto dal servizio Italiano per tutti di Fondazione Ibva, con sessioni di lingua, approfondimento culturale e visite guidate a beni di Milano. Le iscrizioni chiudono il 30 settembre.
Da novembre il FAI apre, in collaborazione con CSV Milano, un ciclo di sei incontri di formazione online rivolti a volontari e operatori culturali sui temi dell’accessibilità e dell’inclusione. Il ciclo riprende in primavera con Dynamo Camp. Se gestisci volontari e ti interessa alzare la competenza della tua base su questi temi, è una formazione gratuita e a distanza: vale la pena tenerla d’occhio.
A settembre Amici del FAI assegna due borse di studio per l’anno accademico 2026-2027, destinate a studenti con background migratorio e in situazione di disagio socioeconomico della Città metropolitana di Milano o della provincia di Brescia, che abbiano superato l’esame di maturità e vogliano iscriversi all’università.
Il 10 e 11 ottobre tornano le Giornate FAI d’autunno, con gli Apprendisti Ciceroni, il programma che da trent’anni mette gli studenti nel ruolo di narratori dei luoghi.
Lingua dei segni, percorsi tattili, podcast in lingua madre
Sul fronte strettamente dell’accessibilità, il FAI ha annunciato quattro linee di lavoro.
Videoguide in lingua dei segni italiana a supporto della visita in autonomia, disponibili da questo autunno online su un sito dedicato. Visite guidate in LIS a cadenza regolare e su prenotazione in diversi beni, progettate con l’Ente Nazionale Sordi. Percorsi di visita tattili e multisensoriali realizzati con l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, con schede tattili speciali a Casa Noha a Matera per persone con disabilità visive e intellettive. E un lavoro in corso sull’accessibilità motoria dei beni.
C’è poi «A più voci», che si chiude a febbraio 2027: cittadini stranieri che vivono in Italia realizzano, in forma professionale e nella propria lingua madre, audioguide in formato podcast su alcuni beni FAI che hanno visitato e studiato. I materiali saranno online.
Qui c’è un dettaglio che merita attenzione. In tutte e quattro le linee, le persone destinatarie non sono solo utenti finali: sono coinvolte nella progettazione o nella produzione. L’ENS e l’UICI progettano, i cittadini stranieri registrano. È una differenza di metodo, e cambia il risultato.
Perché il progetto riguarda anche chi non si occupa di cultura
Tre elementi valgono oltre il perimetro culturale.
Il primo è il finanziamento. Un progetto quadriennale di rete finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con capofila una fondazione patrimoniale e partner che lavorano su disabilità, salute e migrazione, è un precedente utilizzabile: dimostra che il canale ministeriale legge come “sociale” anche un intervento sull’accesso alla cultura.
Il secondo è la struttura. Cinque enti, cinque competenze non sovrapposte, un CSV coinvolto sulla formazione. Se stai costruendo un partenariato per un avviso nazionale, questa è una geometria da studiare.
Il terzo è il tema. L’accessibilità cognitiva e comunicativa è il punto debole documentato dai dati Istat, ed è anche il punto dove serve meno cemento e più competenza professionale. È esattamente il terreno in cui gli enti del Terzo Settore hanno un vantaggio strutturale rispetto ad altri attori, e i 300 milioni del PNRR dicono che quel terreno è finanziato.
Domande frequenti
Che cos’è «A porte aperte»?
È una rete di enti del Terzo Settore promossa dal FAI per favorire l’accesso al patrimonio culturale italiano. I partner sono Dynamo Camp, Fondazione Mus-e Italia, Fondazione Ibva e Associazione Amici del FAI. È finanziata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Quanto dura il progetto?
Le attività sono partite ad aprile 2026 e proseguono fino a ottobre 2027. Alcune iniziative collegate, come «A più voci», si concludono a febbraio 2027.
A chi si rivolge?
A studenti, famiglie, volontari e professionisti, con attenzione specifica a persone con disabilità, persone con background migratorio e persone in condizione di fragilità socioeconomica.
Quali sono le scadenze da segnare?
Le iscrizioni al corso di italiano per stranieri di Fondazione Ibva chiudono il 30 settembre 2026. Le Giornate FAI d’autunno si tengono il 10 e 11 ottobre 2026. Il ciclo di formazione online per volontari e operatori culturali con CSV Milano parte a novembre.
Quanti musei italiani offrono percorsi per persone con disabilità sensoriali o cognitive?
Secondo i dati Istat riferiti al 2022, il 10,7% dei musei dispone di percorsi tattili o materiali in braille, il 10,6% di percorsi per persone con disabilità cognitive, il 5,9% di video in lingua dei segni italiana e il 2,4% di materiali in comunicazione aumentativa alternativa.
Dove si trovano le informazioni per aderire?
L’elenco delle proposte e le modalità di adesione sono pubblicati sul sito del FAI alla pagina dedicata al progetto.



