Come funziona il Programma Volontari Energia per Milano

Venerdì 24 Luglio abbiamo intervistato Marco Granelli, Assessore alla Sicurezza e coesione sociale, Polizia locale, Protezione civile, Volontariato del Comune di Milano.

Oggetto dell’intervista (vedi video) è stato quello di scoprire il Programma Volontari Energia per Milano, un Progetto di volontariato diffuso nato da poco a Milano in occasione di Expo 2015.

– Chi sono i Volontari Energia per Milano?

Sono cittadini comuni, di tutte le età ma hanno una particolarità: sanno le lingue. Sono ben 27 ad oggi le lingue parlate. Fanno un volontariato un po’ speciale. Andando al lavoro, a fare shopping, a divertirsi o a prendere un aperitivo, indosseranno la spilla che è il simbolo distintivo per dimostrare la disponibilità a dare informazioni ai visitatori che si trovano a Milano per Expo (o meno). Sono cittadini speciali che fanno da informatori e possono dare un senso dell’accoglienza. In fondo Milano è una città accogliente, ha una traduzione ricca di ospitalità e questo è un modo nuovo per mettere in circolo questa energia tradizionale in una maniera differente e nuova.

– I volontari non si sostituiranno alle guide turistiche o agli info point?

Assolutamente no. Milano ha un sistema che è stato potenziato per Expo, con info point, guide turistiche, eccetera. Questi volontari invece sono cittadini normali, con una spilla, a cui un turista può chiedere: Mi scusi sa dove sono gli info point? Sa dove si trova la Darsena? Sa a che ora chiude la metropolitana? Dove devo comprare il biglietto per andare ad Expo? Sono quelle informazioni banali e semplici che per un turista che viene da lontano fanno la differenza.

– E’ un un tipo di volontariato già sperimentato o è una prima volta?

Confesso che abbiamo copiato. L’abbiamo visto a Londra per le Olimpiadi e abbiamo pensato che anche a Milano per Expo si potesse introdurre questa novità. Ed è bello che ad oggi siano più di 500 le persone disponibili, oltre 300 in servizio attivo, e parlano ben 27 lingue. Si dà un’idea di Milano che, mentre vive la sua vita intensa, sa essere accogliente e dare un bel segnale. Penso che questo aiuti a rilanciare l’immagine della nostra città. Ed è una cosa che serve a tutti: serve per lo sviluppo, serve per il lavoro, ma soprattutto serve perché Milano torni ad essere una meta sempre più ambita. Vorrei che quando si parla di Milano, tutti si innamorino e desiderino venire e ritornare.

– Milano in questo periodo è una vetrina per il Paese. La città è stata segnalata dal New York Times come prima meta consigliata nel 2015. Stiamo dando un bell’esempio al mondo..

Certo, questo è il segno di un’energia che esiste. Il volontariato è una delle eccellenze della nostra città e del nostro Paese e questo è un modo nuovo, che si affianca alle tante esperienza di volontariato che esistono nella nostra città. Metà delle persone che si sono avvicinate al Progetto non avevano mai fatto esperienze di volontariato prima e quindi, magari attraverso questa esperienza, nella loro vita scopriranno che è bello fare un piacere ad una persona, dedicare un po’ del proprio tempo e delle proprie competenze. Perché una persona che sa 2,3 o 4 lingue, ha una competenza che è bello spendere nel lavoro ma può servire anche nell’essere accogliente con le persone che passano qui da noi.

– Pensa che ci sarà un futuro per questa iniziativa dopo Expo?

Intanto crediamo che questo sia il biglietto da visita per Expo. Un sacco di persone saranno qui a Milano per Expo e il nostro compito è quello di farle innamorare per farle tornare l’anno prossimo quando non ci sarà più Expo. Al temine dell’esperienza faremo un incontro con tutti i volontari. Già oggi c’è una community, c’è un sistema di collegamento, ci sono incontri per cui i volontari si parlano e commentano la loro esperienza. Ci sono i nostri operatori che li aiutano per tutte queste cose. Sicuramente una volta finito Expo ci troveremo insieme e sono convinto che saranno tante le idee perché anche Volontari Energia per Milano sia un lascito di Expo alla nostra città.

– Quindi oltre alla spilla i volontari hanno altri strumenti per tenersi informati ed in contatto tra loro?

Si. La spilla è il modo per farsi riconoscere dal turista straniero. I volontari hanno una social community in cui possono scambiarsi impressioni, informazioni, ed avere le risposte di cui hanno bisogno tramite il servizio di back office messo in piedi assieme al Ciessevi. L’idea non era quella di duplicare l’ufficio turistico perché non ce n’era bisogno. Ci sono già, lavorano bene e sono bravi.
Il Progetto è un modo per diffondere l’accoglienza su ogni strada, ogni autobus dell’ATM, in centro e in periferia, dalla Darsena a Baggio, e dare un segno dell’accoglienza diffusa che è nella nostra tradizione e che in questo modo rilanciamo in versione moderna.

– Un’ultima domanda. Lei indosserà la spilla, la sta già indossando?

Questa è la mia spilla. Non ho una grande competenza in lingue straniere ma cercherò di imparare in modo da essere anch’io un po’ di Energia per Milano.
Per registrarsi e per maggiori informazioni il sito del Progetto è www.volontarienergiapermilano.it

 
Volontari Energia per Milano

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