TRASHWARE, l’informatica che fa bene anche alle associazioni

di Francesco Bizzini.

E’ brutto, cavoli se è brutto, e come le giacche con le spalline e gli Spandau Ballet è veramente fuori moda. Ma questo è il bello del praticare Trashware e soprattutto il bello di metterlo al servizio del non profit come modello di progettualità associazionistico.
 
Ma cosa diamine è il Trashware, direte voi…
 
Beh, è semplice ed è anche bello: una parola inventata da noi italiani e che sposa con passione e fantasia il termine “trash” (spazzatura) a quello di “hardware” (componenti informatiche) nel nome del recupero della tecnologia che erroneamente viene definitiva superata/inutile/non funzionante e quindi destinata alla discarica, inquinando, non solo il nostro territorio, ma soprattutto il terzo-quarto-quinto mondo dove spesso finisce.
 
E’ il consumismo che comanda questo processo, e noi spesso eseguiamo senza batter ciglio: ci dice che il nostro computer è oramai troppo datato per essere utilizzato (bip, errore!) che per essere scattante deve avere l’ultima versione di un Sistema Operativo da pagare caro (bip, errore!) e che se non hai il mega-touchscreen con colf digitale che ti sollazza con delle piume di struzzo sei solo un perdente (bip, errore!).
 
Insomma, bip errore su tutti i fronti, errori che alla fine però possono essere modificati, sia per noi che per fare bene agli altri: esistono, infatti, associazioni che oltre ad insegnarti a rimettere in piedi i tuoi vecchi “catorci”,  dimostrandoti che sono ancora in grado di servire nelle tue attività, li ritirano per donarli, rigenerati, all’associazionismo e al terzo settore.
 
Su tutte ce ne sono due nel nord Italia, PCOfficina e Progetto Nuova Vita, due realtà tra le più attive nel nome del Trashware sul territorio nazionale.
 
Ma perché scegliere questa strada se sei un’associazione? Perché è inutile buttare via soldi in macchine nuove quando puoi prendere le tue e – assieme ad associazioni come le sopracitate e come per esempio i più diffusi LUG – “convertirle” grazie a Sistemi gratuiti quanto aperti come quelli a base GNU/Linux.
 
Ma GNU/Linux non è solo per smanettoni? (bip, errore!) Non credete a chi vi vuole spaventare! Questi Sistemi Operativi Liberi, negli anni, hanno raggiunto livelli di usabilità, compatibilità e produttività che non hanno proprio nulla a che invidiare ai prodotti Microsoft e Apple.
 
Oltretutto che GNU/Linux, per il fatto di essere sistema “aperto”, cioè che permette agli sviluppatori di modificarlo a piacimento, ha generato versioni di Sistemi Operativi specificatamente pensati per far risorgere, con vibrante e vigorosa potenza, anche le macchine più datate.
 
E vedere un computer che con Windows ci mette 15 minuti a partire, schiacciato sotto virus, malware, spyware, essere operativo e già “navigante” in 35 secondi è veramente un’emozione, un’emozione che oltretutto, come detto, fa del bene proprio all’Ambiente, oltre che all’associazionismo, sempre alle prese con tagli di fondi ed investimenti.
 
Certo, bisogna accettare di essere fuori moda, come le giacche con le spalline e gli Spandau Ballet. Ma se gli Spandau Ballet possono ritornare nel 2015 e fare un tour sold out, beh, perché allora non scegliere la strada del “trashware” cambiando così un po’ il nostro modo di vivere l’informatica?
bip, risposta esatta!… grazie, piuf, menomale, vedete che funziona!!! Evviva l’essere fuori moda! Evviva il Trashware!

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