STATI UNITI. 2011, l’anno record delle donazioni al non profit

Raggiunti i 346 miliardi. Più 7,5 % sul 2010

 

Atlas of Giving ha annunciato i risultati 2011 del suo report sulle donazioni. Il report è relativo solo agli Stati Uniti e svela che le donazioni sono cresciute a un ritmo più veloce della crescita economica complessiva. Secondo il rapporto pubblicato da Atlas of Giving, le donazioni di organizzazioni non profit degli Stati Uniti è aumentato del 7,5% nel 2011, con un incremento di 24,2 miliardi dollari dispetto ai 322 miliardi di dollari del 2010. Le previsioni parlano di una crescita del 3,9% nel 2012, con una raccolta complessiva che supererà i 360 miliardi.

«Complessivamente, abbiamo goduto di una forte ripresa nelle donazioni. Nel 2011 la crescita è stata alimentata dalla buona performance del mercato azionario a luglio, dai bassi tassi d’interesse, e da un miglioramento dell’economia, con inflazione modesta”, spiega Rob Mitchell, Ceo di Atlas of Giving. “Tuttavia, l’aumento non è stato apprezzato da tutte le organizzazioni non profit. Le organizzazioni che si basano su donazioni micro da molti piccoli donatori sono risentono ancora fortmente dagli effetti dell’alto tasso di disoccupazione. “

Le previsioni per il 2012 annunciano una crescita delle donazioni meno forte che nel 2011. La previsione potrebbe però essere modificata da eventi non previsti nel corso dell’anno. Disastri naturali o causati dall’uomo, eventi economici, e molte altre cose influenzano le dinamiche della beneficenza. L’ Atlas of Giving monitora attivamente i fattori che influenzano le donazioni e fornisce aggiornamenti mensili delle previsioni per tenere conto di ogni fattore nuovo.

«Complessivamente nel 2011, abbiamo goduto di una forte ripresa delle donazioni. Tuttavia c’è da tenere presente che gli effetti di elevata disoccupazione sono di lunga durata. Anche nella fase del ritorno di occupazione il flusso delle donazioni non riprende per diversi anni: questi individui sono impegnati nel coprire le spese rinviate come la sostituzione e manutenzione di automobili e altri oggetti domestici. Tra gli enti non profit che non hanno risentito di questi effettisono le università perché gli ex-alunni difficilmente rischiano la disoccupazione mentre i grandi donatori non mostrano disaffezione».

 

http://www.vita.it/news/view/117975


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