Snapchat per il non profit: perché usarlo?

160 milioni di utenti attivi al giorno in tutto il mondo per la piattaforma social che in pochi anni ha superato Twitter. Stiamo parlando di Snapchat, il servizio nato nel 2011 come app di messaggistica istantanea, ma che nel tempo si è evoluto e ha attirato l’attenzione dei social media manager.

Come spesso accade per il mondo digital, i giovani e i giovanissimi sono dei pionieri. Ma Snapchat offre interessanti possibilità di crescita. Vogliamo darvi qualche consiglio, per far approcciare la vostra organizzazione a questo mondo.

Il vostro pubblico

Il target è importante. Non ci stancheremo mai di ripeterlo: quando si decide di lanciare una campagna, bisogna conoscere bene a chi ci rivolgiamo. In Italia, il 60% dei suoi utenti è di età inferiore ai 24 anni, mentre oltre l’80 è sotto i 34.

Quindi perché scegliere di lanciarci? Innanzi tutto se sappiamo che il nostro pubblico di riferimento rientra in questa caratteristica demografica. Oppure se abbiamo deciso di allargare i nostri sforzi verso un’utenza più giovane. O, ancora, se decidiamo di lanciare un’iniziativa rivolta ai cosiddetti Millenials e Post-Millenials.

Con queste premesse, è facilmente intuibile che una campagna di raccolta fondi, difficilmente può aver successo utilizzando esclusivamente questa piattaforma. Ci stiamo rivolgendo, infatti, a un pubblico che, con tutta probabilità, non è ancora entrato attivamente nel mercato del lavoro.

Tuttavia, può rivelarsi molto utile, ad esempio, per il reclutamento di nuovi volontari o per la promozione di eventi formativi. Ma non solo, i giovanissimi utenti di Snapchat possono servire da aggancio per iniziare collaborazioni con scuole, università, famiglie o associazioni sportive. Perché non provare?

Come usarlo?

Ironia, leggerezza e, soprattutto, dinamicità. Una volta stabilito che il target è affascinante per la vostra organizzazione è giunto il momento di lavorare sui contenuti. Le vostre Snapchat stories devono essere attraenti. Che si tratti di raccontare il lavoro quotidiano dietro le quinte o il risultato di un progetto specifico fate molta attenzione a non risultare noiosi e statici.

Se la maggior parte della vostra attività si svolge dietro una scrivania, evitate di filmarvi: non c’è filtro che tenga! Se, invece, organizzate un torneo di calcetto o un concerto per raccogliere fondi, allora sbizzarritevi. In questo caso, se ne avete la possibilità, perché non coinvolgere un influencer accattivante per il pubblico di riferimento?

Anche quando raccontate una storia, per mostrare un risultato raggiunto, tenete sempre in mente a chi vi state rivolgendo. Un esempio? La costruzione di un campo da basket in una periferia è più efficace di un servizio per disoccupati.

Snapchat, inoltre, permette di farvi segnalare con la geolocalizzazione. Se organizzate un evento in una scuola o un’università, ad esempio, utilizzate questo strumento per agganciare gli utenti vicini.

Per vedere in pratica come una non profit riesce a sfruttare un social come questo spingiamoci oltre oceano e raggiungiamo la realtà di una della più grandi associazioni animaliste al mondo: PETA.

PETA rappresenta un tipo di organizzazione che ha tra i maggiori obiettivi di comunicazione quello di “informare” e “coinvolgere” il pubblico sulla propria causa anche attraverso un certo tipo “educazione”, quella alimentare. Svolge ad esempio azione informativa in Snapchat postando i luoghi dove sia possibile mangiare vegano oppure rendendo disponibili sul social delle Storie con appuntamenti fissi per le ricette più creative per cucinare vegano. Guardate voi stessi cosa PETA scrive sul PERCHè seguirla su Snapchat. Ecco le “11 reason why” che in realtà sono 11 tipologie di temi editoriali sui quali Peta sviluppa la sua azione comunicativa attraverso “le storie”.

Forse è troppo presto

Gli sforzi di comunicazione sono molti e le piattaforme anche. Non c’è nulla di male. Anzi, un buon piano di comunicazione, parte proprio dalla selezione degli strumenti utili a massimizzare l’engagement. Se avete deciso che, per ora, il target e Snapchat non sono in linea con la vostra strategia, lasciate perdere e concentratevi su strumenti più funzionali all’organizzazione.

Tuttavia vogliamo darvi un consiglio. Non sottovalutatene il potenziale. Ogni piattaforma di social media è nato per rivolgersi a un pubblico di giovani e giovanissimi. Facebook, Twitter e Instagram sono stati adottati prima di tutto da loro, ma ora nessuna organizzazione o azienda può farne a meno, perché l’utenza ha abbracciato quasi tutte le fasce di età. Cercate dunque, di considerare gli under 25 come dei pionieri. E anche se avete deciso di non investire in Snapchat, continuate a monitorarne gli sviluppi e le evoluzioni. Non si sa mai!

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