Si può fare

Anni ’80, a seguito della legge Basaglia, vengono create delle cooperative sociali con l’intento di dare un ruolo professionale ai pazienti dimessi dai manicomi. In questo contesto si sviluppa la trama, tratta da una vicenda realmente accaduta, del film “Si può fare” diretto da Giulio Manfredonia con Claudio Bisio.

Il film è dedicato alle oltre 2.500 cooperative sociali esistenti in Italia e ai 30.000 soci diversamente abili che vi lavorano. Abilità nascoste, ma non troppo, che impiegate con pertinenza acquistano valore e creano produttività. Scoprire le proprie potenzialità e verificare la propria utilità è una condizione che riabilita da una condizione ai margini, condividendo delle semplici esperienze di vita quotidiana, come le dinamiche legate al lavoro. Non c’è pietà né commiserazione nel racconto, ma da un credibile e commovente impegno corale ha vita una commedia umana perché di umanità si tratta.

 

La follia è una condizione umana. In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia, invece incarica una scienza, la psichiatria, di tradurre la follia in malattia allo scopo di eliminarla

(Franco Basaglia)

 





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