Scuola: la carica dei genitori “fundraiser”

Raccogliere fondi per sostenere la scuola pubblica? Ci sono i genitori fundraiser!

 

Lo sei anche tu? Raccontaci idee e soluzioni che metti in pratica!

 

Genitori fundraiser a Milano“Quando ho iscritto mio figlio al nido, nel 2005, pensavo che avrei passato i restanti 14 anni a dargli una mano con i compiti. Invece sono diventata una commerciale e una “raccogli fondi” per la sua scuola”.

Dai pennarelli alla carta igienica
Inizia così un lungo articolo pubblicato sul magazie americanoGood dedicato agli sforzi quotidiani di genitori e bimbi per sostenere la scuola pubblica e contrastare i tagli. Sforzi che, negli Stati Uniti, sono considerati ormai una “norma”. Niente di nuovo sotto il sole, si chiede il Good? Non proprio:  se, una decina di anni fa, si raccoglievano fondi per mandare i bimbi a vedere una bella mostra in un’altra città, oggi il fundraising serve a comprare il materiale didattico, a coprire il costo di un insegnante di lingua straniera, a rifornire i bagni di carta igienica.

Imparo o perdo un diritto?
L’articolo in questione è scritto da una mamma di Los Angels, che dice: “Certe volte penso che raccogliere fondi per la scuola insieme ai miei figli sia una importante lezione di impegno nella società e che consenta di farsi delle competenze che saranno loro utili per il lavoro. Altre invece mi dico: non sarà che, a ogni tavoletta di cioccolata venduta, sto perdendo un importante diritto? L’accesso a una educazione scolastica gratuita e di qualità?

Anche a Milano i genitori “fundraiser” sono sempre di più, nelle scuole pubbliche e anche in quelle private. Creano “carte sconto di quartiere”, si strutturano in fondazioni per essere più effiaci nella raccolta fondi, chiedono sponsorship alle aziende. Sei uno di loro?

Scrivici a [email protected], ti faremo un’intervista e racconteremo soluzioni e idee messe in pratica nelle varie scuole perchè anche altri genitori possano adottarle!

 

Fonte: http://www.radiomamma.it/

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