Profit a chi?


 

Qualche giorno fa a Uno Mattina su Rai 1 è andato in onda un servizio interamente dedicato a truffe (ignobili) commesse da finte organizzazioni non profit o da personaggi come Edoardo Costa che si sono approfittati della propria notorietà per lucrare sulle donazioni raccolte.

La reazione di chi come noi opera nel settore è stata immediata: commenti e riflessioni su quanto è stato detto sono stati il tema di discussione degli ultimi 3 giorni. Il sentimento predominante è stato perlopiù stupore ma anche rabbia che un tema così importante fosse affrontato dalla televisione pubblica con tanta superficialità, generalizzando e invitando il pubblico a non fidarsi.

Non è giusto che gli addetti del settore, che lavorano e si impegnano ogni giorno per una causa di interesse sociale e non commerciale, debbano sentirsi presi in giro e giudicati dei truffatori. Quotidianamente ci battiamo per recuperare fondi senza i quali le organizzazioni non potrebbero operare a favore della collettività, e adesso non possiamo che scontrarci con questo tipo di  disinformazione che viene fornita proprio dal  servizio pubblico.

Nella puntata in questione vengono criticate e derise anche piccole associazioni che riuniscono amanti del gioco degli scacchi: Ma che male c’è? E’ un loro diritto costituire una associazione per valorizzare la propria passione.

Questo servizio mi ha portato a fare due riflessioni. La prima è che forse noi del non profit dobbiamo dar più voce a cosa facciamo, promuovere di più i valori in cui crediamo, su come vengono investiti i fondi raccolti, e soprattutto stare nel mondo e non solo fare qualcosa per il mondo. La seconda è (che è anche un consiglio al giornalista ma vale un pò per tutti) di andare oltre e non fermarsi solo alla superficie delle cose, perché si rischia di dare informazioni errate e non capire bene di che cosa si sta parlando.

Anche Luca, fundraiser e parte importante di questo blog, ha deciso di lasciare un suo parere sul servizio andato in onda:

 “Si prendono come esempio delle truffe grandi o piccole fatte da persone che hanno operato al di fuori della legge. Si tratta di pochi casi ma sono stati utilizzati per fare delle generalizzazioni e diffondere il messaggio che il terzo settore sia inaffidabile. E questo direttamente dalla tv pubblica. Ma io mi chiedo: se due truffatori camuffati da operai del gas mi fregano dei soldi, io me la devo prendere con l’intero settore della distribuzione del gas e giudicarlo inaffidabile??”

C.R.

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