#mettoilcappello: la campagna virale di Fondazione Progetto Arca

Semplicità e social media vanno a braccetto. È quello che devono aver pensato gli ideatori della campagna #mettoilcappello, di Fondazione Progetto Arca, Onlus milanese che opera nel campo dell’accoglienza. E non c’è nulla di più semplice che registrare un video con lo smartphone e caricarlo su Facebook, Instagram e Twitter.

È così che nasce la campagna. Gli utenti social che aderiscono devono solamente riprendersi mentre indossano un berretto e recitare una call to action: l’invio di un sms, del costo di 2 euro, al 45529, da destinare ai progetti per i senza fissa dimora. Dopodiché, dovranno invitare, con relativo hashtag, almeno altre due persone a fare lo stesso. Ed ecco che la campagna di raccolta fondi inizia a viralizzare.

Il primo videomessaggio

Il primo videomessaggio, il 10 gennaio scorso, è stato quello del presidente dell’associazione, Alberto Senigaglia. L’appello è stato raccolto, in prima battuta, da dipendenti, utenti e volontari dell’Organizzazione.  Ma si sta allargando anche al di là dei confini della onlus, creandosi un varco tra gli utenti social. E, a una settimana dal lancio, la campagna ha avuto una buona diffusione, soprattutto su Facebook, ed è prevedibile che possa avere un eco ancora maggiore nei prossimi giorni.

Semplicità del messaggio e semplicità nell’esecuzione, innanzi tutto. È questo il vero punto di forza. La comunicazione veicolata dai social è caratterizzata da una costante produzione di contenuti non professionali: basta uno smartphone. Più un po’ di sana voglia di mettersi in mostra, tratto distintivo del web 2.0, e la forza virale del tag, che moltiplica i fruitori del contenuto. Insomma, sfruttare i cosiddetti “15 minuti di notorietà” del mondo contemporaneo, per trasformare i donatori in divulgatori, abbattendo i costi e facendo decollare la campagna. O, almeno, questo è l’intento.

Come nasce l’idea

Ma se vi sembra di vivere un déjà vu, non allarmatevi. È impossibile, infatti, non ricordare l’Ice Bucket Challenge, promossa dall’americana Asl Association, per raccogliere fondi per la ricerca contro la sclerosi laterale amiotrofica. Durante l’estate di tre anni fa, nessuno poteva accedere ai propri profili social senza vedere amici e celebrità immortalati durante gavettoni ghiacciati.

Il principio di quella campagna era molto simile: un breve video dove il protagonista si versava una secchiata di acqua gelida in testa e la nomination di almeno altre due persone. Un’iniziativa che ebbe molto successo, raccogliendo, in due anni, oltre 100 milioni di euro.

Non c’è da stupirsi, dunque, se le onlus italiane prendono spunto da modelli di successo d’oltreoceano. E sebbene la rivisitazione di Progetto Arca sia ancora nella sua fase iniziale, non dobbiamo dimenticare che l’Ice Bucket Challenge fu lanciata a giugno, ma raggiunse il suo apice nel mese di agosto. Questo tipo di campagne, che si basano su contenuti spesso amatoriali, hanno bisogno di tempo di tempo per spiccare il volo, ma hanno anche grosse potenzialità di successo. Ma, soprattutto, non bisogna trascurare il ruolo che i media classici, come la televisione, hanno nella diffusione di informazioni. E che una campagna, per diventare virale, può avere bisogno di influencer celebri.

Come accadde proprio con l’Ice Bucket Challenge, il cui successo è dovuto alla partecipazione di celebrità internazionali, come Bill Gates, Leonardo Di Caprio o Mark Zuckerberg, i cui video vennero rilanciati rilanciati a loro volta da importanti network televisivi.

Altri esempi

Anche noti marchi di multinazionali hanno deciso, due anni fa, di sfruttare l’onda della, promuovendo i propri prodotti e alimentandone ancora di più la viralità del contenuto. La più celebre è la pubblicità del Samsung Galaxy S5: smartphone resistente all’acqua, che dopo la secchiata d’acqua incassata senza danni, invitava i rivali di Nokia e Apple a fare lo stesso.

Anche in Italia in vip non si sono sottratti da Jovanotti a Fiorello, fino all’allenatore della nazionale Antonio Conte.

I primi a raccogliere l’invito di Progetto Arca e della campagna #mettoilcappello, sono stati il comico Massimo Bagnato e lo scalatore Robi Bruzzone. Chi saranno i prossimi?

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