Le potenzialita’ del temporary store per le organizzazioni non profit

– Cecilia Vitale –

Il Temporary Store, in italiano “Negozio a Tempo”, è un punto vendita di concezione relativamente recente, che importa in Italia una tendenza nata nel Regno Unito – per la storia il Temporary Store nasce a Londra nel 2003 – per diffondersi successivamente in tutta Europa.

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Temporary Store

Il negozio a tempo è appunto un esercizio temporaneo, la cui durata può variare da pochi giorni a poco più di un mese. Benché piccoli e transitori, questi negozi sono spesso in grado di attirare l’attenzione dei consumatori. Essi compaiono in zone particolarmente in vista della città, proponendo le ultime novità: l’obiettivo è quello di creare un evento effimero che si leghi a un messaggio temporaneo duraturo, specialmente nelle politiche di marketing delle grandi marche. La novità del concetto di negozio a tempo e della sua organizzazione modifica notevolmente i canoni abituali della vendita al dettaglio. La stessa merce venduta nei negozi temporanei, specie nel campo dell’abbigliamento e della moda in generale, è prodotta in edizione limitata, e la fornitura diretta delle imprese al dettagliante consente di praticare prezzi inferiori a quelli medi dei negozi tradizionali equivalenti.

D’altra parte il negozio temporaneo viene anche segnalato come tentativo di risposta alla crisi economica attuale, in quanto soluzione che consente, almeno parzialmente, un abbattimento di costi fissi quali i canoni di affitto degli immobili.

Indubbiamente più economico di una campagna pubblicitaria, e meno costoso di un negozio tradizionale, il Temporary Store rappresenta un canale di vendita alternativo, che punta a suscitare un effetto sorpresa, una nuova curiosità nel pubblico: questa nuova formula sembra sposarsi perfettamente con la necessità delle Organizzazioni Non Profit  per: comunicare la propria mission, reperire risorse per perseguire la propria attività e affrontare il periodo di crisi che stiamo vivendo; le difficoltà economico-finanziarie preoccupano tutti nel nostro Paese, ma il Terzo Settore rischia di esserne doppiamente coinvolto: crescono i bisogni e le richieste di servizi, ma calano i fondi a disposizione.

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Il Temporary Store è una realtà innovativa, purtroppo ancora poco diffusa in Italia, che ha come modello di riferimento quello inglese del Charity Shop: il primo nasce a Londra nel 1941 per volontà della Croce Rossa, in una città devastata dai bombardamenti: si tratta di vendere beni quali vestiti, libri e oggetti di seconda mano in ottimo stato.

Grazie all’usanza inglese di regalare le proprie cose superflue nel Regno Unito si contano circa 9.000 negozi che fanno capo ad oltre 300 organizzazioni: questo tipo di realtà si sta diffondendo in tutto il Nord d’Europa.

Trattandosi di donazioni, il prezzo di vendita al pubblico è molto basso e quindi davvero competitivo rispetto a dei negozi standard; il ricavato della vendita viene poi utilizzato per i fini istituzionali dell’onp.

I Charity Shops non sono effimeri come i Temporary o itineranti come i Pop-up Stores, sono stabili e disseminati sul territori: tra i più conosciuti troviamo quelli di Oxfam, una confederazione di 14 organizzazioni non governative che lavorano in più di 100 paesi per trovare una soluzione alla povertà e all’ingiustizia.

Tuttavia il limite più grande dei Charity Shops, soprattutto in un’ottica italiana, è l’idea di un mercatino dell’usato con prodotti di ultima mano. Tuttavia, alcune aziende non profit del Bel Paese, si stanno muovendo in questa direzione organizzando dei Temporary Store di vendita solidale per incrementare la raccolta fondi.

È il caso di AIBI Associazione Amici dei bambini – un’organizzazione non governativa presente in 24 Paesi del mondo che opera ogni giorno al fianco dei bambini ospiti negli istituti per combattere l’emergenza e l’abbandono – che da undici anni organizza l’evento “Il Bello che fa Bene”.

Un evento natalizio che coinvolge le più rappresentative  aziende di moda, unendo lusso ed etica, in una cena di gala, un’asta e un Temporary Store per lo shopping solidale.

Organizzato sotto Natale, il Temporary di AIBI ha una durata di circa due settimane: vanta una location strategica Via MonteNapoleone, rinomata via dello shopping milanese alla moda.

Un periodo come quello natalizio è ideale per una raccolta fondi attraverso acquisti solidali e il prestigio e la centralità della via MonteNapoleone, conferiscono al Temporary di AIBI ottima visibilità. All’interno dello spazio sono venduti a prezzi competitivi capi d’abbigliamento, articoli di design e arredamento donati da grandi aziende del lusso italiano e internazionale.

Per queste ragioni i Temporary Store possono essere un mezzo alternativo per le aziende non profit per l’attività di raccolta fondi, ma non solo: sono un’ottima occasione per ampliare e rafforzare la conoscenza dell’onp a pubblici diversi, comunicare la mission e informare sulle proprie attività istituzionali.

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A riguardo, è doveroso segnalare il primo Temporary Store della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori svoltosi a  Milano in Via Forcella 9, dal 22 al 29 novembre 2012: il ricavato è stato devoluto interamente al mantenimento delle Case Alloggio dell’Associazione per i piccoli pazienti e le loro famiglie provenienti da tutta Italia.

L’idea nasce dalla potenzialità di raccolta fondi che ha il grande evento e dalla volontà di utilizzare un nuovo canale per fare conoscere non solo l’Associazione, ma anche tutti i progetti che questa realizza sul territorio di Milano. Rispetto ai Temporary Store più tradizionali, quello della LILT ha portato un grande valore aggiunto: accanto al classico “mercatino” per lo shopping solidale con prodotti donati dalle aziende, la LILT ha messo a disposizione visite gratuite di diagnosi precoce al seno e alla cute effettuate da medici specialisti, e  la possibilità di partecipare a laboratori di cucina salutare per seguire un regime alimentare corretto.

L’elemento interessante e innovativo è il fatto che il Temporary LILT abbia racchiuso all’interno di un unico spazio le attività core dell’Associazione – prevenzione, diagnosi precoce e raccolta fondi – nonché abbia creato un’alternativa ai compiti che i volontari della Lega sono abituati a svolgere: sempre più spesso i soggetti non profit mobilitano i propri volontari ed i grandi mezzi di comunicazione per la realizzazione degli eventi.

È’ stata la prima volta in Italia che un’onp si è lanciata in un progetto così articolato: sicuramente un’idea originale che ha permesso a quest’Associazione di portare al grande pubblico le attività istituzionali che quotidianamente essa svolge, nonché ha rappresentato un’importante occasione di raccolta fondi per dare un contributo concreto alla costante lotta contro il cancro.

 

Vedi anche l’articolo A Charity Shop (video)

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