“La ricerca”: un progetto nel nome della difesa dei diritti dei bambini

LA RICERCA - locandina

LA RICERCA – locandina

Giuliana Damiani, talentuosa giovane sceneggiatrice pugliese, racconta a Passione Non Profit il suo impegno dietro le quinte del cortometraggioLa ricerca”, un progetto nel nome della difesa dei diritti dei bambini che, dopo aver raccolto notevoli successi e riconoscimenti è pronto a sbarcare al contest nazionale “My Giffoni”, il concorso annuale interno al Giffoni Film Festival (14 al 24 luglio 2012) dedicato ai prodotti audiovisivi realizzati dagli studenti in collaborazione con gli istituti scolastici o con associazioni culturali.

Un “viaggio” che ha inizio tra i banchi di scuola della soleggiata Margherita di Savoia e che Giuliana ci racconta così:

1) Come è nata la storia de “La ricerca”? E’ un cortometraggio che avevi già in mente o è stato creato appositamente per Giffoni?

LA RICERCA - foto di gruppo

LA RICERCA – foto di gruppo

Il corto “La ricerca” è nato nella fase conclusiva di un progetto P.O.N. organizzato dalla classe 4°, sez. E-F, della scuola elementare” Papa Giovanni XXIII” di Margherita di Savoia per l’a.s. 2010-2011. Il progetto, chiamato “D(i)ritti a scuola”, è stato realizzato in collaborazione con la sezione locale di “Amnesty International” e ruotava principalmente attorno al tema dello sfruttamento del lavoro minorile e del diritto allo studio. Al termine del percorso le insegnanti Maria Lanotte e Maria Daloiso hanno deciso di arricchire l’attività svolta con i bambini con la proposta fattaci in fretta e furia, essendo l’anno scolastico ormai agli sgoccioli, di realizzare un corto legato a questa problematica. Il corto, quindi, nasce in primis sulla scia delle suggestioni nate da questo progetto: i premi ottenuti in seguito – premio giuria popolare nella sezione corti scolastici dell’edizione 2011 di “Cortolandria” e il 1° premio al “CapuaCineArt” 2012 nella sezione corti scolastici- scuole primarie – ci hanno dato l’entusiasmo necessario per proporre il nostro lavoro al contest “My Giffoni”.

2) Lo sfruttamento minorile spiegato ai minori: quali difficoltà? Quali stimoli? Quali paure?

LA RICERCA - Giuliana Damiani sceneggiatrice; Davide Camporeale protagonista

LA RICERCA – Giuliana Damiani sceneggiatrice; Davide Camporeale protagonista

Vista l’esperienza del progetto P.O.N. i bambini erano già abbondantemente preparati sull’argomento. L’idea che sta dietro la sceneggiatura del corto è quella semplice di calare un tema così importante nella realtà quotidiana di un bambino che frequenta la scuola elementare e che non riesce ad apprezzare pienamente la bellezza del diritto, per lui scontato, all’istruzione. Grazie alla ricerca assegnatagli dall’insegnante per punire la sua eccessiva disattenzione il protagonista, interpretato da Davide Camporeale, riuscirà ad entrare in contatto, seppur indirettamente, con la realtà dura dello sfruttamento minorile: una realtà da incubo in cui si trova catapultato assieme ai suoi compagni. La difficoltà è stata quella di trattare un argomento di questo tipo ricostruendo una situazione semplice che esigesse un linguaggio altrettanto immediato e il tutto in un contesto familiare ai bambini come quello della scuola. Il mio intento era quello di stimolare i bambini alla conoscenza e all’approfondimento di una problematica percepita erroneamente come lontana dal nostro contesto socio-culturale perché assimilata unicamente a situazioni di degrado tipiche di aree del mondo alquanto arretrate.

3) Comunicare per immagini valori etici, una sfida che ha ancora senso in un mondo dove siamo costantemente bombardati di pubblicità progresso, documentari, factual etc etc etc? Quale ricetta usi per non diventare banale?

La sovraesposizione dello spettatore a questo tipo di comunicazione effettivamente rende difficile la presenza di spunti di originalità nel lavoro di chi come me scrive, da dilettante, per il cinema e lo stesso dicasi per chi ha il compito di trasformare un testo in immagini: io, in qualità di sceneggiatrice, e Salvatore Lanotte, come regista del corto, abbiamo cercato di usare l’arma della semplicità e del candore, che sono poi i mezzi tipici con cui i bambini si relazionano con i fatti del mondo, nei nostri rispettivi settori di pertinenza. La situazione, il linguaggio, le reazioni sono quelle tipiche della vita di un bambino: non siamo scivolati nella retorica o nel falso buonismo. O, almeno, ci abbiamo provato.

4) Vieni da un paese (Margherita di Savoia) non distante da Barletta, teatro della tragedia del crollo della palazzina dove hanno perso la vita cinque donne che lavoravano in nero. Pensi che la tua arte, anche grazie al contatto con le scuole, possa portare un anche piccolissimo cambiamento nella tua terra?

Personalmente sono fortemente convinta del valore di denuncia della parola: sia essa espressa tramite una poesia, un articolo di giornale, una canzone o un film; certo non ho la pretesa che un lavoro artistico, o presunto tale, possa cambiare il mondo, ma che almeno possa mantenere sveglie le coscienze evitando che tutto cada nel dimenticatoio. Avere, poi, la possibilità di portare avanti questo discorso nelle scuole con le giovani generazioni è un qualcosa di fortemente stimolante. Non credo che questo sia un costume tipico della “mia terra”, ma penso che in generale si tenda a dimenticare, anche massmediaticamente a livello nazionale, le tragedie sociali del momento perché sopraffatte da eventi successivi altrettanto degni di nota; la stessa amnesia poi si diffonde spesso a livello locale. Nel caso di Barletta penso che l’opinione pubblica abbia ingenuamente scoperto il lavoro nero (se di lavoro nero si tratta), ma nel caso di Barletta si è erroneamente concentrata l’attenzione su questa problematica dimenticando che le vittime non sono morte di lavoro, ma per incuria altrui. L’arte può accendere con rispetto un riflettore su un problema, evitare che scemi l’attenzione, ma spesso la società civile non comprende la genuinità dell’intenzione di chi scrive.

5) Spesso ti è capitato di lavorare su tematiche sociali, pensi che questo arricchisca la tua formazione da regista/sceneggiatrice?

Scrivere sceneggiature legate a tematiche sociali è un onore, ma anche un onere: i temi da trattare sono spesso delicati e, a differenza di sceneggiature di pura invenzione, necessitano di un’approfondita e corretta documentazione pre-scrittura; c’è spesso il rischio di cadere nel facile pietismo o di essere accusati di strumentalizzazione. A parte queste difficoltà reputo che avvicinarsi tramite la scrittura a queste tematiche rappresenti un grande arricchimento, se privi di ogni preconcetto, con la mente libera da un secondo fine, ma solo animati dalla volontà di veicolare una grande emozione con semplicità, verità e cognizione di causa. E’, comunque, una grande responsabilità perché qualcuno potrebbe riconoscersi in alcune situazioni ricostruite nella finzione di un corto e per questo reputo la delicatezza un requisito fondamentale per affrontare determinate tematiche che, una volta passate dalla pagina scritta, all’immagine assumono un maggiore impatto emotivo.

6) Hai già collaborato in passato con il regista Salvatore Lanotte che ritroviamo nel corto “La ricerca”. Come ti trovi con lui e quanto della tua penna rimane dall’incontro con il suo modo di “girare”?

LA RICERCA - Giuliana Damiani sceneggiatrice; Salvatore Lanotte regista

LA RICERCA – Giuliana Damiani sceneggiatrice; Salvatore Lanotte regista

Con il regista Salvatore Lanotte, con il quale ho già realizzato il corto L’abbandono”, mi trovo molto bene perché con lui condivido lo spirito da neofita e l’entusiasmo di chi si spende per questi lavori, mosso unicamente dalla passione e senza prendersi troppo sul serio. Ovviamente il cinema è un lavoro di squadra ed ognuno ha le proprie competenze, ma penso che la nostra collaborazione si sia sempre basata sul rispetto reciproco. Penso che sia entusiasmante assistere alla concretizzazione delle proprie fantasie in immagini, al passaggio dalla parola al girato.


7) Quanto della Puglia porti nelle tue opere e cosa della Puglia vorresti raccontare ancora al mondo?

Penso di essere animata, come molti, da un sentimento ambivalente nei confronti della mia terra che pure amo moltissimo: per me è culla, ma, a volte anche gabbia per le sue estreme contraddizioni. E’ terra di accoglienza, di apertura culturale, proiettata com’è sul mare, ma spesso vincolata a vecchi schemi di pensiero. Penso, però, che le cose stiano profondamente cambiando negli ultimi tempi e mi sembra che la mia regione sia ora fortemente animata da un certo fermento e spirito di iniziativa come dimostra anche il settore cinematografico che nella Puglia sta trovando terreno fertile non solo come set cinematografico, ma anche per l’aspetto produttivo e creativo. Della Puglia nei miei lavori c’è tutto, sebbene, fin ora, non l’abbia mai raccontata esplicitamente, perché io sono orgogliosamente pugliese. Mi piacerebbe raccontare agli altri una Puglia e un Sud che mi consentano di smentire quelli stereotipi che spesso accompagnano il nostro Meridione nell’immaginario collettivo.


8) Prestare la tua creatività alle numerose ONLUS e ONG italiane che si occupano degli altri: una sfida che vorresti raccogliere?

Certamente. Penso che qualunque sfida, in quanto tale, sia allettante e che non ci si debba tirare indietro mai. In realtà, era in ballo la realizzazione di un corto per L’Unitalsi, ma per il momento i lavori sono rimasti sospesi per assenza di fondi…problema basilare per il cinema, anche per chi tenta di farlo anche solo a livello amatoriale.


9) Completa la frase: si scrive “facciamo un film sulla solidarietà” e si dice…

Penso che le parole chiave siano “entusiasmo, umanità, sincerità”.


10) Progetti post-Giffoni?

Nel cassetto ci sono già alcune sceneggiature, ma, come ho già detto, i tempi del cinema sono lunghi e vincolati soprattutto alla ricerca dei finanziamenti. Probabilmente cominceremo il prima possibile a girare un corto legato alle tradizioni popolari margheritine e che coinvolgerà proprio alcuni bambini che hanno preso parte alla realizzazione de “La ricerca”. Quindi…Incrociamo le dita!

Intervista a cura di Francesco Bizzini


P.S.  E’ possibile votare il cortometraggio “la ricerca” sulla pagina dedicata My Giffoni a questo indirizzo: 

http://www.giffonifilmfestival.it/mygiffoni/votazioni-videomaker-dai-6-ai-10-anni.html

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