I food share: la raccolta del cibo ora è on line

“Mangiare da soli ci dà la sensazione di una solitudine particolare, a volte penosa. Invece, nel condividere cibo e bevande, penetriamo nel cuore della nostra condizione socioculturale” scriveva George Steiner. Il progetto di “I food share” parte proprio da questa consapevolezza sul prezioso ruolo della condivisione: uno studio della FAO pubblicato nel 2011 sulla perdita e spreco di cibo a livello mondiale  rileva che circa un terzo del cibo prodotto ogni anno per il consumo umano – grosso modo 1,3 miliardi di tonnellate – va perduto o sprecato.

logo_I-food-shareI food share nasce quindi proprio da questo allarmante dato: è un progetto di condivisione on line di cibo ed ha come obiettivo principale il recupero e la messa a disposizione di quantità di cibo in scadenza in piccole e grandi quantità, proveniente sia da donatori privati che dalla grande distribuzione o dalle aziende agroalimentari. La piattaforma web di “I food share”  può quindi essere utilizzata sia da singoli donatori, che da associazioni, ong, parrocchie ed enti sociali che vogliono condividere o recuperare risorse alimentari per le fasce in difficoltà della popolazione. La novità è il web: la piattaforma permette, una volta avvenuta la registrazione, la pubblicazione diretta del cibo offerto e la sua localizzazione a livello territoriale. In questo modo qualsiasi donatore può offrire qualcosa inserendo la località di riferimento e l’ente o il cittadino può prenotare la cesta alimentare a disposizione e gestire autonomamente la consegna/ritiro.

da sinistra :  Francesco Perticone (Socio Fondatore) Elisabetta Di Benedetto (Socio Fondatore) Daniele Scivoli (Presidente) Daniela Lirosi (Socio Fondatore)

da sinistra :
Francesco Perticone (Socio Fondatore)
Elisabetta Di Benedetto (Socio Fondatore)
Daniele Scivoli (Presidente)
Daniela Lirosi (Socio Fondatore)

L’iniziativa di food sharing nasce a livello europeo nella piccola cittadina tedesca di Colonia, per la volontà e l’impegno di Valentin Thum e Stefan Kreutzberg, decisi a dichiarare una vera e propria guerra allo spreco. Dati alla mano, si capisce immediatamente come quest’iniziativa abbia potuto espandersi a macchia d’olio in tutta la Germania, dove dati alla mano un panino su cinque finisce nell’immondizia, come una patata su due, come 500mila tonnellate di cibo all’anno. Il sistema è stato quindi esportato con successo anche in Italia e rappresenta un unicum nel suo genere, permettendo di coniugare la richiesta di prodotti agroalimentari per scopi umanitari con il recupero e la messa a disposizione del cibo a partire dal comune cittadino fino alla grande e piccola distribuzione e alle aziende agricole che vorranno offrire il loro surplus a scopi solidali.

“I food share” è, quindi, come si legge sul sito: “cultura della solidarietà che si fonda sullo scambio solidale del bene primario, il cibo, fondamento dello sviluppo umano. Il diritto all’alimentazione è un diritto di ogni essere umano come diritto inviolabile. […] è condivisione, è partecipazione solidale nel settore dell’alimentazione umana. quindi cultura della solidarietà che si fonda sullo scambio solidale del bene primario, il cibo appunto, fondamento dello sviluppo umano: il diritto all’alimentazione è un diritto di ogni essere umano come diritto inviolabile.”

I destinatari del programma sono i cittadini con difficoltà socio-psico- economiche, derivate da perdita di lavoro, stato di abbandono, disoccupazione, patologie e fasce deboli non inserite nel mercato del lavoro come giovani, stranieri o donne in difficoltà, soggetti con problemi e situazioni familiari difficili.

Perché, come scriveva Manuel Vázquez Montalbán: “In realtà nessun essere umano indifferente al cibo è degno di fiducia.”

Il sito: http://www.ifoodshare.org/

Contatto Facebook: https://www.facebook.com/Ifoodshare

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