“Acceleratore d’impresa” quando la moda viene dal carcere

“Il grado di civilizzazione di una società si misura dalle sue prigioni” scriveva Fëdor Dostoevskij. Ed in modo altrettanto efficace è proprio la nostra costituzione a sancire che “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato” (Art. 27, 3 c.).

Ed è proprio in virtù di una rieducazione effettiva, declinato in un paradigma fashion, che il 19 febbraio è stato inaugurato a Milano un negozio per esporre e vendere  servizi e prodotti di quindici aziende nate all’interno delle case circondariali milanesi: si chiama ”Acceleratore d’impresa” ed è in via dei Mille 1 angolo piazzale Dateo.

made_in_carcereL’obiettivo di questa nuova vetrina sarà quello di commercializzare e far conoscere ai cittadini tutto ciò che viene realizzato dai detenuti di Bollate, Opera, San Vittore e Beccaria che, a turno, potranno esporre e vendere  i proprio prodotti. Ma non solo: ci si potrà rivolgere ad “Accelleratore d’impresa” anche per i lavori di manutenzione: dalle coltivazioni floro-vivaistiche ai lavori di falegnameria, sartoriali e pelletteria; dai servizi di call center e data entry a quelli di ristorazione, banqueting e catering, passando dalla realizzazione di impianti e quadri elettrici fino alla creazione di mobili ecosostenibili, scenografie e produzioni video.

CarcereI detenuti ai quali saranno affidate queste mansioni sono quelli che dispongono di un permesso per uscire dal carcere per lavoro. I 200 mq e le 5 vetrine su strada di “Acceleratore d’impresa” sono stati messi a disposizione dal Comune di Milano per promuovere quest’iniziativa, nata dalla cooperazione tra l’assessorato alle Politiche per il lavoro, il Provveditorato alle carceri le realtà imprenditoriali.

La spinta è stata l’esigenza di agevolare i contatti tra imprese carcerarie, imprese esterne e cittadini, per promuovere una cultura in cui si possano considerare le carceri come ‘siti produttivi’ nonché veri e propri incubatori d’impresa. Spiega infatti Cristina Tajani, assessore alle Politiche per il lavoro: “L’inaugurazione di questo nuovo spazio è il giusto punto di arrivo di un percorso volto a valorizzare il lavoro, le professionalità e le imprese nate all’interno delle carceri milanesi.

Lavoro, prodotti e servizi che trovano oggi una vetrina per aprirsi alla città e rafforzarsi sul mercato”. 

Alice Cannone

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